sabato 8 maggio 2010

LA DONNA E LA SOCIETA' MODERNA



Attenzione, o bloggers-lettori, ciò che scriverete nei commenti vi potrebbe porre in guai seri e io ne voglio restare assolutamente estraneo!
O sarà il sottoscritto a fregarsi con le sue mani...chissà!!!
Avete la facoltà di restare in silenzio, tutto ciò che direte potrà essere usato contro voi stessi (che battutona..).
Ho atteso il passare dei mesi, fremendo, ma ormai la primavera è tornata (anche se deve aver fatto un giro bello largo perchè qua in Irlanda non si è vista): i fiori sbocciano e i bambini giocano ai giardini, ma chi dovrebbe essere il soggetto preposto ad esempio ad accompagnarli? Mamma o papà?? Che da ora in avanti saranno babbo o mamma...(sapete il vizio del toscano è duro a morire).
Il tema è sempre all'ordine del giorno, con continui scandali che i mass media non fanno che amplificare o tramite continue lotte intestine laddove noi osservatori non possiamo arrivare con lo sguardo, ma forse ce ne possiamo interessare sotto un altro profilo, quello socio-economico.
Ritengo che le cose siano cambiate molto al termine della secoda guerra mondiale.
Alcune industrie si trovarono nella condizione di sostituire i lavoratori chiamati alle armi con le loro mogli o altre lavotatrici e forse tale evento, seppur spiacevole, ha fatto sì che per la prima volta la donna sia riuscita a crearsi una sua indipendenza economica, tale da gestirsi un filino di più la vita in maniera autonoma.
Di certo non voglio tralasciare la storia antecedente al dopoguerra, ricca di eventi e tradizioni, ma anzi invito voi lettori a sopperire alle mie lacune informative.
Perchè no, magari qualche intervento proprio da parte del gentil sesso, che finora sembra non commentare sul blog. Spero questa sia l'occasione giusta...
Tornando alle nostre speculazioni, riassumendo veramente in maniera drastica e al contempo creando un pò di polemica.
Si giunge alla libertà con il '68, ma è stata e continua ad essere una libertà fattuale o solo teorica? E soprattutto ha fatto bene alla società?? Bambini che crescono tra scuola, tv, web, playstation non corrono il rischio poi di arrivare all'età di 24 anni e aprire un blog?!
Apparte gli scherzi, il quadro non è assolutamente definito correttamente, basti pensare che da pressochè tutte le analisi econometriche sui salari percepiti nei maggiori paesi sviluppati, il salario medio di una donna, solo per l'intervento della variabile genere, tende ad essere inferiore al salario di un lavoratore di sesso maschile, a parità di mansioni svolte.
Oppure ancora: le famose "quote rosa", proposta che personalmente trovo riduca il valore del criterio del merito; si parla sempre in politica di premio della bravura, ma se arbitrariamente una quota è riservata solo a donne, ciò non potrebbe chiamarsi con un nome più verosimile discriminazione a danno degli uomini?
Potrei proseguire molto ancora, ma rischierei sempre di più ed inoltre desiderei proprio ascoltare il vostro parere.
A voi la parola.
Concedetemi una perla finale, che non farà altro che incattivire gli spiriti o forse soltanto infondere-dileguare il coraggio per un intervento.
Dal capolavoro "Berlinguer ti voglio bene" del maestro Bertolucci, annata '77, con un incredibile e giovane Benigni nei panni di un debuttante Cioni Mario:


"COMPAGNO: Basta con la tombola! Basta con la tombola! Sospensione di’ ricreativo, principia a
avviare i’ curturale. Seduti per dio! Present’ a’ i’ pubblico indispensabile i’ titolo e i’ tema di’
dibattito. E dopo, anche in base a i’ famoso proverbio, tira più un pelo di fica che du’ paia di bovi,
do la parola alle signorine. Ecch’ i’ tema! Pole la donna permettisi di pareggiare coll’omo? No.
MARTA: Sì.
COMPAGNO: S’apre i’ dibattito. La parola a Cioni Mario.
CIONI: No, e vole’ e volevo la tombola.
COMPAGNO: Vieni vieni buco di culo. Scusin’ i’ termine, eh?
MARTA: No, non è che…
CIONI: Ciao.
MARTA: Ciao.
CIONI: Ciao.
MARTA: Non volevamo fare una conferenza, volevamo solo.
PUBBLICO: Leccamelo!
COMPAGNO: I’ primo che risento dire leccamelo lo sfondo! Scusino, vadian’ avanti.
MARTA: Noi si voleva solo fare una chiacchierata con voi, sui problemi della donna, poi alla fine
tireremo le conclusioni.
COMPAGNO: O Cioni pe’ piacere, va’ a pìglia da bere alle signorine!
CIONI: Volete, va bene vado io vado giù.
PUBBLICO1: Scusi, scusi, io ho seguito un po’ la questione, le donne ‘ncazzate e via e via. Ma
insomma, la donna la donna la donna, o l’omo?
CIONI: Eh bella! Dammi da bere pe’ le femministe son du’ mie amiche arreggimi le conosco tutt’e
due quelle, le conosco tutte quelle vengano a marzo, son du’ mie amiche proprio. Portami de’ vino
dammi eh si vai. Quando perché un tu n’hai mai voluto provare con me i’ g g gòdere vero de de
dell’omo oggi in i i i in Italia.
PUBBLICO2: Io sono pe’ i’ pareggio dell’omo e delle donne. A parte a me che sono troppo
superiore e la mi’ moglie la tengo sottomessa, ma gli attri le donne le potrebbero lasciare un po’ più
libere, ovvia.
MARTA: Va bene chi deve parlare adesso?
PUBBLICO3: In certi casi sì. Però anche l’omo e c’ha i’ su’ patire. Come me, che andao a fa’
l’amore con una d’Aiolo, i’ martedì, i’ giovedì, i’ sabato, senza macchina dieci chilometri a piedi, e
quarche vorta anche sotto l’acqua. O perchè la un veniva lei a fa’ l’amore a casa mia quella bucaiola
quarche vorta.
MARTA: Eh?
COMPAGNO: Eheheh.
CIONI: certo Vanda anche te l’è quattro mesi che tu sei sposata e ancora un tu sei incinta. O tu sei
stitica, o o o un tu trombi mai, vero. Come sta qui la fa… Bah, tu sei andata a sposare lì que que
quella mezza sega di Moreno. Pe’ forza! M mi piace Moreno, ih, voglio Moreno! Ih mmhmh
Vaffanculo te e Moreno. Dai vo su vai. ‘gnamo.
COMPAGNO1: Insomma, i’ femminismo, le questioni femminili, la femmina la femmina la
femmina, o i’ maschio!

http://www.youtube.com/user/fusta86#p/a/f/4/KPOEIbkqyIA