Internet cambia la nostra mente, il nostro approccio alla realta', la nostra socialita'. Capacita' che migliorano, abilita' che si perdono. Distratti e compulsivi, ma veloci e multitasking. Che sia un bene o un male non e' ancora dato saperlo. Cervello permanentemente bombardato dal flusso ininterrotto di informazioni.
Scrive Carr: "ho cominciato a preoccuparmi della mia capacita' di prestare attenzione a un'unica cosa per piu' di 2 minuti". Da quando naviga in rete, Carr dice di leggere meno libri che in passato e ha il terrore di restare disconnesso: il suo cervello chiede di essere alimentato in continuazione, controllando mail, cliccando sui link, aggiornando profili. Secondo Sparrow della Columbia University il rimbambimento da Intenert sta nel saper di poter contare su una memoria esterna e quindi si ricordano di meno nomi, date, concetti, ma lo studio dimostra anche che chi delega almeno in parte la propria memoria a un dispositivo, e' comunque piu' pronto di altri a saper ritrovare le informazioni archiviate.