lunedì 10 dicembre 2012
E-commerce
8.8 miliardi e' il valore dell'e-commerce pagato con carta di credito da gennaio a agosto 2012. Rappresenta il 12% della spesa totale effettuata con carta ed e' quella cresciuta di piu' (16.5%)
domenica 9 dicembre 2012
Clicco ergo sum
Internet cambia la nostra mente, il nostro approccio alla realta', la nostra socialita'. Capacita' che migliorano, abilita' che si perdono. Distratti e compulsivi, ma veloci e multitasking. Che sia un bene o un male non e' ancora dato saperlo. Cervello permanentemente bombardato dal flusso ininterrotto di informazioni.
Scrive Carr: "ho cominciato a preoccuparmi della mia capacita' di prestare attenzione a un'unica cosa per piu' di 2 minuti". Da quando naviga in rete, Carr dice di leggere meno libri che in passato e ha il terrore di restare disconnesso: il suo cervello chiede di essere alimentato in continuazione, controllando mail, cliccando sui link, aggiornando profili. Secondo Sparrow della Columbia University il rimbambimento da Intenert sta nel saper di poter contare su una memoria esterna e quindi si ricordano di meno nomi, date, concetti, ma lo studio dimostra anche che chi delega almeno in parte la propria memoria a un dispositivo, e' comunque piu' pronto di altri a saper ritrovare le informazioni archiviate.
Scrive Carr: "ho cominciato a preoccuparmi della mia capacita' di prestare attenzione a un'unica cosa per piu' di 2 minuti". Da quando naviga in rete, Carr dice di leggere meno libri che in passato e ha il terrore di restare disconnesso: il suo cervello chiede di essere alimentato in continuazione, controllando mail, cliccando sui link, aggiornando profili. Secondo Sparrow della Columbia University il rimbambimento da Intenert sta nel saper di poter contare su una memoria esterna e quindi si ricordano di meno nomi, date, concetti, ma lo studio dimostra anche che chi delega almeno in parte la propria memoria a un dispositivo, e' comunque piu' pronto di altri a saper ritrovare le informazioni archiviate.
domenica 2 dicembre 2012
BRUNELLO CUCINELLI
La sua azienda del lusso, dopo l'infanzia contadina.
Cucinelli, 59 anni, una azienda da 280 mln di ricavi, 750 dipendenti, 70 negozi monomarca.
Cucinelli ha quasi interamente acquistato Solomeo, un piccolo borgo medievale vicino a Perugia, dove ha insediato la sua casa, la sua impresa, gli uffici, i laboratori, il ristorante, il teatro (dove ha ospitato Renzi), l'accademia, la biblioteca. Insomma un imprenditore-filosofo reduce dalle sfilate di Milano e dall'exploit di Borsa. Ecco alcuni flash di una sua intervista:
- "Cerco di realizzare un profitto in maniera garbata, restituendo dignita' morale ed economica al lavoro"
- "Io non mi sento proprietario di cio' che ho costruito, ma semplice custode. Qui non si timbra il cartellino, a pranzo ognuno torna a mangiare alla propria casa, alla sera alle 18.00 si stacca perche' voglio che tutti abbiano il tempo di ristorare l'anima con i propri affetti"
- "Le regole son benedettine, molto rigorose e valgono per tutti, me compreso. Per essere credibili bisogna essere veri e, come Giulio Cesare, dormire nello stesso letto dei soldati"
- "Ho deciso che ogni giovane che viene a lavorare il nostro cashmere sappia tutto di me. La mia storia inizia tenendo dritto un aratro in una famiglia di 27 persone"
- "Il mio ateneo e' stato il bar, la mia grande scuola di vita"
- "Ho poi pensato semplicemente di colorare il cashmere"
- "Le cose belle costano. Io pago almeno il 20% piu' della media e me lo permette il mercato del lusso"
- "Recentemente ho letto La storia mi assolvera' di Fidel Castro"
Cucinelli, 59 anni, una azienda da 280 mln di ricavi, 750 dipendenti, 70 negozi monomarca.
Cucinelli ha quasi interamente acquistato Solomeo, un piccolo borgo medievale vicino a Perugia, dove ha insediato la sua casa, la sua impresa, gli uffici, i laboratori, il ristorante, il teatro (dove ha ospitato Renzi), l'accademia, la biblioteca. Insomma un imprenditore-filosofo reduce dalle sfilate di Milano e dall'exploit di Borsa. Ecco alcuni flash di una sua intervista:
- "Cerco di realizzare un profitto in maniera garbata, restituendo dignita' morale ed economica al lavoro"
- "Io non mi sento proprietario di cio' che ho costruito, ma semplice custode. Qui non si timbra il cartellino, a pranzo ognuno torna a mangiare alla propria casa, alla sera alle 18.00 si stacca perche' voglio che tutti abbiano il tempo di ristorare l'anima con i propri affetti"
- "Le regole son benedettine, molto rigorose e valgono per tutti, me compreso. Per essere credibili bisogna essere veri e, come Giulio Cesare, dormire nello stesso letto dei soldati"
- "Ho deciso che ogni giovane che viene a lavorare il nostro cashmere sappia tutto di me. La mia storia inizia tenendo dritto un aratro in una famiglia di 27 persone"
- "Il mio ateneo e' stato il bar, la mia grande scuola di vita"
- "Ho poi pensato semplicemente di colorare il cashmere"
- "Le cose belle costano. Io pago almeno il 20% piu' della media e me lo permette il mercato del lusso"
- "Recentemente ho letto La storia mi assolvera' di Fidel Castro"
domenica 21 ottobre 2012
Le economie del G-8
Crescita % Debito pubblico % Spesa militare %
Usa 0.7 99.5 17.9
Uk -0.3 83 5.8
Giappone -0.2 229 6.5
Italia -0.7 120 4.1
Germania -0.2 80 4.5
Francia 0.2 87 5.3
Canada 0.4 84 7.5
Russia 1.9 8.5 14.1
Usa 0.7 99.5 17.9
Uk -0.3 83 5.8
Giappone -0.2 229 6.5
Italia -0.7 120 4.1
Germania -0.2 80 4.5
Francia 0.2 87 5.3
Canada 0.4 84 7.5
Russia 1.9 8.5 14.1
sabato 20 ottobre 2012
La lezione non appresa dal fallimento di Lehman
Il 15 settembre 2008 fallisce Lehman. Ecco poi cosa è successo:
1) nel successivo semestre la produzione industriale di 100 paesi in perfetta sincronia si riduce del 25%, uno schock che colpisce tutti data l'interdipendenza globale
2) viene meno anche il paradigma "too big to fail", che si ribalta in "se fallisce Lehman tutti possono fallire"
3) la preferenza per la liquidità diventa assoluta
Il mio interrogativo è il seguente: quali iniziative abbiamo messo in campo per rimediare?
1) nel successivo semestre la produzione industriale di 100 paesi in perfetta sincronia si riduce del 25%, uno schock che colpisce tutti data l'interdipendenza globale
2) viene meno anche il paradigma "too big to fail", che si ribalta in "se fallisce Lehman tutti possono fallire"
3) la preferenza per la liquidità diventa assoluta
Il mio interrogativo è il seguente: quali iniziative abbiamo messo in campo per rimediare?
lunedì 15 ottobre 2012
Dinosauri in Parlamento
Ecco i deputati e senatori che occupano gli scranni da più anni:
La Malfa Misto e Pisanu Pdl 38 anni
Tissone Udc 34
Colucci Pdl 33
Fini Fli, Matteoli Pdl, Vizzini Udc, Casini Udc 29
Turco Pd, Grillo Pdl, Pontone Pdl, Nania Pdl, Finocchiaro Pd e Delfino Udc 25
Calderesi Udc 24
ecc
La Malfa Misto e Pisanu Pdl 38 anni
Tissone Udc 34
Colucci Pdl 33
Fini Fli, Matteoli Pdl, Vizzini Udc, Casini Udc 29
Turco Pd, Grillo Pdl, Pontone Pdl, Nania Pdl, Finocchiaro Pd e Delfino Udc 25
Calderesi Udc 24
ecc
mercoledì 10 ottobre 2012
150 i tavoli di crisi aziendale aperti al ministero
A quota 150 i tavoli di crisi aziendale aperti al ministero. In discussione 30mila posti di lavoro.
Le crisi principali:
CARBOSULCIS
ALCOA
FINCANTIERI
LUCCHINI chiusura ad agosto dell'altoforno di Piombino per carenza di ordini. Contratti di solidarietà per i 1900 lavoratori
MERLONI
ELECTROLUX
FIAT TERMINI IMERESE
NATUZZI cassa integrazione per 1300 dipendenti
WINDJET
MERIDIANAFLY 850 lavoratori in cigs dal 2013
Le crisi principali:
CARBOSULCIS
ALCOA
FINCANTIERI
LUCCHINI chiusura ad agosto dell'altoforno di Piombino per carenza di ordini. Contratti di solidarietà per i 1900 lavoratori
MERLONI
ELECTROLUX
FIAT TERMINI IMERESE
NATUZZI cassa integrazione per 1300 dipendenti
WINDJET
MERIDIANAFLY 850 lavoratori in cigs dal 2013
giovedì 4 ottobre 2012
NON CI RESTA CHE IL CAPITALE
· Eric Hobsbawm
(il più grande storico della nostra epoca, nato ad Alessandria d’Egitto 95 anni
fa, è stato affascinato dal PCI e ha scritto un libro intervista con Giorgio
Napolitano): “A partire da Marx sappiamo che il capitalismo opera attraverso
crisi e ristrutturazioni. La crisi in corso è differente dalle altre perché è
legata a uno spostamento del centro di gravità del pianeta: dai vecchi paesi
capitalisti ai paesi emergenti. Altra differenza: fuori dall’Occidente
l’economia continua a crescere nonostante la gravità della crisi, mentre nei
paesi del vecchio capitalismo la sfida è mantenere i livelli di benessere
esistenti.
Sconfitta storica di quello che io chiamo la teologia del libero
mercato, la credenza, davvero religiosa, per cui il mercato appunto si regola
da sé e non ha bisogno di alcun intervento dall’esterno. Rispetto a Marx è
cambiato il modo con cui viene prodotto quello che lui chiamava valore aggiunto
(la parte del lavoro dell’operaio di cui si appropria il padrone): oggi lo
producono non gli operai, ma i consumatori. Quando lei compra un biglietto
aereo online, lei con il suo lavoro gratuito paga per l’automazione del servizio.
E’ quindi lei a creare il plusvalore che fa il profitto dei padroni. Si fanno
soldi senza produrre beni materiali.
Inoltre il vecchio proletariato ha subito
un processo di outsourcing, dagli antichi paesi verso i nuovi. Il vero problema
è l’asimmetria della globalizzazione: certe cose sono globalizzate, altre sono
super globalizzate, altre per nulla. Dobbiamo capire che l’economia non è fine
a se stessa, ma riguarda gli esseri umani, è questo il rimedio. Io sostengo la
necessità di arrivare a una specie di economia mista, tra privato e pubblico.
Guardi la storia. L’Urss ha tentato di eliminare il settore privato ed è stata
una sonora sconfitta. Dall’altro lato il tentativo ultraliberista è pure
miseramente fallito. Lo scopo non può essere la crescita e basta, altrimenti le
disuguaglianze son destinate a aumentare ancora.
martedì 2 ottobre 2012
FEDERICO CAFFE’
· Scomparso misteriosamente 25
anni fa, il maestro di Draghi e Visco anticipò le critiche di Stiglitz al Fmi e
denunziò il carattere predatorio della finanza. Nel 1971 scriveva “da tempo
sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica favorisca non già il
vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio”.
domenica 23 settembre 2012
The parable of Russel’s chicken
«In the
animals farm (where each animal speaks and reasons as an Homo economicus)
there was a flock of rational chickens (rational in the sense of Lucas) that
were happy to run to the farmer every morning to be fed
Only one
eccentric chicken noticed that older chickens had periodically disappeared and
expressed the fear that the benevolent farmer was fatting them to bring them to the
slaughterhouse
The
other chickens didn’t take him seriously: they claimed that he was a lugubrious
troublemaker and that if some chickens had disappeared this depended on the
fox; however the farmer had already promised to raise and strengthen the fence
That
night the eccentric chicken escaped from the farm before a stronger fence would
prevent it and saved himself: the following morning all the other chickens were
put on a lorry and brought to the slaughterhouse»
Moral:
the rational chickens behaved according to a “science” based on empirical
regularities (the farmer fed them all the mornings):
their science was apparently
wrong only in a particular morning but that moment was the most important one
Bertrand
Russel: ”The man
who has fed the chicken every day at last wrings its neck instead, showing that
more refined views as to the uniformity of nature would have been useful to the
chicken”
(The Problems of Philosophy,
1912, chap IV, On induction)
The
eccentric chicken saved himself because he had a more general point of view than
the “rational” chickens: the trouble is that in a globalized world we cannot
escape beyond the fence
→ we
need a more general vision but we have also to change the world
sabato 9 giugno 2012
Tuscanomics
Si può essere belli e amati e avere, comunque, necessità di restyling per
diventare più "moderni" e attraenti. La legge di natura vale anche
per l'economia, e calza a pennello alla Toscana, una delle poche regioni al
mondo ad avere un nome internazionalmente conosciuto e apprezzato, grazie
soprattutto a cultura, arte, paesaggio, buon cibo.
La competizione mondiale, fatta sinora di investimenti da localizzare nelle aree più efficienti e clienti da soddisfare con servizi ad alto valore aggiunto potrebbe cambiare, e la Toscana, partendo dai suoi valori i e con l'aiuto di consulenti di fama mondiale, si candida a diventare un modello di attrattività e sviluppo sostenibile.
«Puntando su un sistema di vita e di lavoro che la Regione ha da sempre, e che va solo migliorato, recuperando valori che sono stati dimenticati come la bellezza», dice Simon Anliolt, il "sistema di vita" toscano può diventare un nuovo modello economico per gestire le società, al riparo dai difetti del capitalismo e votato alla sostenibilità, un modello che non a caso Anholt ha battezzato Tuscanomics.
«Per più di un anno ho studiato il passato e il presente della Toscana - racconta Anholt - e ho visto un sistema di vita sociale, commerciale, industriale, che è unico e antico. La Toscana è una regione magnetica, che è sempre riuscita ad attrarre gente, talento, soldi, idee, commercio, e questo è accaduto per il ruolo che ha giocato la bellezza estetica, ruolo che oggi si è un po' dimenticato».
Da qui il primo degli interventi. La regione può realizzare le promesse della «green economy», cominciando dal risparmio energetico che per Anholt passa dal recupero della bellezza della vita, «Occorre trattare la bellezza come qualcosa di hard e non di soft - spiega - perché se non c'è la bellezza è difficile che la gente ami il posto dove vive. Solo se si vive in un posto bello, la vita è tollerabile anche se il benessere diminuisce».
Il modello Tuscanomics contempla anche il recupero del rapporto di amore e fiducia tra i cittadini e le città che esisteva nel Rinascimento.
Il terzo principio di base è lo stop alla distinzione tra toscani e non-toscani, cioè tra chi è nato e vissuto nella regione e chi la frequenta solo per lavoro o per turismo. «Occorre creare una nuova generazione di cittadini globalizzati - dice Anholt - in grado di capire le differenze culturali… ».
La Toscana parte da una posizione avanzata in questo processo di "re-setting" delle relazioni tra luoghi e popolazioni («possiamo dire che ha già 39,5 punti su 100», dice Anholt), soprattutto per la credibilità che ha conquistato: « È l'unica regione al mondo, insieme alla California, che è conosciuta internazionalmente - ammette l'esperto inglese - ed è per questo che, se riuscirà a definire il modello Tuscanomics e a escogitare una soluzione per vivere meglio e far funzionare meglio la società, avrà la credibilità per proporsi al mondo e farsi ascoltare». L'idea della Regione Toscana è chiamare a contribuire alla definizione di Tuscanomics un manipolo di "saggi" internazionali, per dar vita a un laboratorio: Amartya Sen è stato il primo, altri lo seguiranno a quello che Anholt chiama il "tavolo del principe".
«Gli obiettivi sono tre - spiega Stefano Giovannelli, direttore di Toscana Promozione - migliorare l'immagine esterna della Regione, per renderla più appetibile ai turisti, ai compratori e agli investitori; riposizionare inostri asset economici, che oggi spesso sono visti in funzione decorativa, come nel caso del paesaggio di vigneti e oliveti, e che invece devono diventare anche utili; coinvolgere cittadini e imprenditori con una partecipazione allargata ».
La sfida è ambiziosa, ma la Toscana vuole lanciare un modello economico efficiente legato al territorio, alla qualità, al buon vivere, per contrastare la competizione basata solo sul prezzo.
La competizione mondiale, fatta sinora di investimenti da localizzare nelle aree più efficienti e clienti da soddisfare con servizi ad alto valore aggiunto potrebbe cambiare, e la Toscana, partendo dai suoi valori i e con l'aiuto di consulenti di fama mondiale, si candida a diventare un modello di attrattività e sviluppo sostenibile.
«Puntando su un sistema di vita e di lavoro che la Regione ha da sempre, e che va solo migliorato, recuperando valori che sono stati dimenticati come la bellezza», dice Simon Anliolt, il "sistema di vita" toscano può diventare un nuovo modello economico per gestire le società, al riparo dai difetti del capitalismo e votato alla sostenibilità, un modello che non a caso Anholt ha battezzato Tuscanomics.
«Per più di un anno ho studiato il passato e il presente della Toscana - racconta Anholt - e ho visto un sistema di vita sociale, commerciale, industriale, che è unico e antico. La Toscana è una regione magnetica, che è sempre riuscita ad attrarre gente, talento, soldi, idee, commercio, e questo è accaduto per il ruolo che ha giocato la bellezza estetica, ruolo che oggi si è un po' dimenticato».
Da qui il primo degli interventi. La regione può realizzare le promesse della «green economy», cominciando dal risparmio energetico che per Anholt passa dal recupero della bellezza della vita, «Occorre trattare la bellezza come qualcosa di hard e non di soft - spiega - perché se non c'è la bellezza è difficile che la gente ami il posto dove vive. Solo se si vive in un posto bello, la vita è tollerabile anche se il benessere diminuisce».
Il modello Tuscanomics contempla anche il recupero del rapporto di amore e fiducia tra i cittadini e le città che esisteva nel Rinascimento.
Il terzo principio di base è lo stop alla distinzione tra toscani e non-toscani, cioè tra chi è nato e vissuto nella regione e chi la frequenta solo per lavoro o per turismo. «Occorre creare una nuova generazione di cittadini globalizzati - dice Anholt - in grado di capire le differenze culturali… ».
La Toscana parte da una posizione avanzata in questo processo di "re-setting" delle relazioni tra luoghi e popolazioni («possiamo dire che ha già 39,5 punti su 100», dice Anholt), soprattutto per la credibilità che ha conquistato: « È l'unica regione al mondo, insieme alla California, che è conosciuta internazionalmente - ammette l'esperto inglese - ed è per questo che, se riuscirà a definire il modello Tuscanomics e a escogitare una soluzione per vivere meglio e far funzionare meglio la società, avrà la credibilità per proporsi al mondo e farsi ascoltare». L'idea della Regione Toscana è chiamare a contribuire alla definizione di Tuscanomics un manipolo di "saggi" internazionali, per dar vita a un laboratorio: Amartya Sen è stato il primo, altri lo seguiranno a quello che Anholt chiama il "tavolo del principe".
«Gli obiettivi sono tre - spiega Stefano Giovannelli, direttore di Toscana Promozione - migliorare l'immagine esterna della Regione, per renderla più appetibile ai turisti, ai compratori e agli investitori; riposizionare inostri asset economici, che oggi spesso sono visti in funzione decorativa, come nel caso del paesaggio di vigneti e oliveti, e che invece devono diventare anche utili; coinvolgere cittadini e imprenditori con una partecipazione allargata ».
La sfida è ambiziosa, ma la Toscana vuole lanciare un modello economico efficiente legato al territorio, alla qualità, al buon vivere, per contrastare la competizione basata solo sul prezzo.
IlSole24ore
- 19/05/2012 - Silvia Pieraccini
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