PRESENTATO ALL’ONU IL PRIMO
RAPPORTO SULL’HAPPINESS INDEX MESSO A PUNTO DALLO STUDIOSO INGLESE RICHARD
LAYARD
Richard Layard, 78 anni, è il direttore
del Centre for Economic Performance della London School of Economics. Index of
Happiness, un’efficace scorciatoia intellettuale per dire che il denaro non è
tutto, sulla scorta del famoso paradosso di Easterlin secondo cui gli individui
più ricchi sono più felici dei poveri, ma una società che s’arricchisce non
necessariamente diventa più felice. Dipende da diversi fattori, compresa
l’abitudine a misurarsi con gli altri. Fenomeno che peggiora, in caso di
sviluppo disarmonico. Contano, poi, l’adattamento e i fattori sociali. Tutto
questo spiega perché, nel caso americano, tanta ricchezza non abbia portato
altrettanta felicità. “L’obiettivo finale è sostituire il Pil con quello sulla
felicità. Sarà un’indagine statistica, ma lo è anche il dato sul Pil, nonostante
pochi lo sappiano” dichiara Layard. Oggi troppa attenzione è dedicata alle
condizioni esterne, troppo poca alla vita privata dei cittadini, eppure gli
eventi pubblici hanno un effetto molto più marginale di quanto s icreda, quello
che conta è la dimensione personale.
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