giovedì 12 aprile 2012

CASE DA GIOCO

Il casinò era l'oasi dei vip, oggi è il miraggio di chi cerca guadagni facili. Fra evasori che ripuliscono il nero e schiavi delle slot.
Il settore continua a tenere botta nonostante la crisi, impiegando 120mila addetti e mobilitando il 4% del Pil. Con un dettaglio che fa riflettere: i 76 miliardi del fatturato legale dell'azzardo italiano sono 8 volte di più di quanto viene riversato nell'istruzione.

Vediamo una storia tra le tante dei giocatori.
Zio e nipote sono arrivati assieme dall'hinterland milanese e il motivo della trasferta c'entra ben poco col fascino di roulette e black jack. "Per superare la cresi" spiegano "stiamo evadendo il fisco, anche se non vorremmo perchè siamo persone perbene". La loro ditta galleggia a fatica da un paio d'anni e quindi, di tanto in tanto, zio e nipote ripuliscono la liquidità incassata a nero. "Ci presentiamo con 10 o anche 15mila euro a testa; li cambiamo un pò alla volta alle casse, tentando di non dare nell'occhio e giochiamo cifre minime. Dopodichè restituiamo le fiches rimaste, quasi tutte, in cambio di assegni, in modo che la nostra presenza risulti sui registri". Risultato: in caso d'ispezione della Finanza "possiamo dire che abbiamo vinto al casinò".


Dossier dell'associazione Libera, gennaio 2012