venerdì 6 aprile 2012

CREDITI E PAGAMENTI DELLA PA

05.05.12

·         DEBITI DELLA PA IN TOSCANA
“Così non va”. A puntare il dito sul credit crunch non è solo il sistema produttivo, ma anche la Regione Toscana che attacca gli istituti di credito colpevoli, secondo il Presidente Enrico Rossi, di ritardare o negare anche i finanziamenti assistiti da garanzie pubbliche, come quelle erogate gratuitamente da Fidi Toscana – controllata per il 42% dalla Regione e per il resto dalle banche stesse. “Ci sono ancora 400 milioni di crediti garantiti che le banche non hanno erogato. Vogliamo sapere perché”, ha ammonito Rossi precisando che queste operazioni riguardano quasi 2000 aziende in attesa da mesi, consapevole che il tempo ormai è diventato una variabile fondamentale per la sopravvivenza stessa dell’azienda. Secondo la CNA Toscana le imprese della regione vantano crediti verso Pa per oltre 4 miliardi


ITALIA
06.04.12
Sono di 240 giorni, in pratica 8 mesi, i tempi medi d'attesa per le imprese per ottenere il pagamento di un bene, una prestazione o un servizio da parte di una pubblica amministrazione. Bisogna poi considerare che nelle regioni del Mezzogiorno il termine in questione si allunga ulteriormente (si stima un 20% in più rispetto alla media nazionale). Solo per avere un termine di paragone, l'idagine European Payment Index del 2010, in Francia e Germania, le amministrazioni pagano i propri fornitori rispettivamente in 65 e 36 giorni.
L'indebitamento commerciale complessivo della PA, nel 2010, è stato stimato in oltre il 4% del Pil.

La Spagna cerca di risolvere la questione dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione con un accordo che coinvolge banche, amministrazioni locali, creditori e governo. Un modello che l'Italia potrebbe copiare? Considerazioni di ordine contabile e dimensionale portano a dubitarne. Soprattutto, ogni tentativo di soluzione dovrebbe affrontare, sotto il profilo giuridico, la natura anomala di alcuni enti locali come Asl e aziende ospedaliere. Ancora più serio il problema amministrativo: molti enti non conoscono neanche la loro vera situazione debitoria.


Fonte: elaborazione Sole 24 Ore su dati della Banca d'Italia, Carmine Fotina